Probabilmente non molti sanno che Racalmuto, piccolo centro minerario dell’agrigentino, ha dato i natali, oltre allo scrittore Leonardo Sciascia, anche ad uno dei più grandi esponenti della musica lirica italiana del dopoguerra, Luigi Infantino (Racalmuto 1921- Roma 1991), noto ai melomani come Il tenore della Grazia, come era stato definito da Luciano Pavarotti, in ragione della sua voce particolarmente elegante ed attraente.
Dopo i primi contatti col mondo della musica presso la banda musicale del suo paese, dove suonava il flauto, Infantino si trasferì al Nord. A Parma completò gli studi di canto e sempre lì, nel ’43, debuttò al Teatro Regio nel ruolo di Rodolfo ne La Bohème di Puccini.
Da quel momento ebbe inizio per lui una carriera lunga e piena di successi che lo vide protagonista delle scene dei più importanti teatri italiani ed internazionali accanto alle più famose cantanti dell’epoca: Renata Tebaldi, Giulietta Simionato e la divina Callas.
Fu acclamato anche all’estero durante le numerose tournée di concerti che tenne a New York nel 1947, in Portogallo ed in Australia nel 1949, in Inghilterra nel 1957, a Bombay nel 1964.
Riusciva a far sentire il sole ed il calore della Sicilia ai tanti emigrati che andavano ad ascoltarlo.
Nonostante la straordinaria carriera però, Infantino non dimenticò mai le sue umili origini.
Questo forte legame con la propria terra e la sua gente, lo portò nel 1960, all’apice del suo successo, a dedicarsi ad un lavoro di raccolta di canti tradizionali siciliani, che reinterpretò o scrisse in prima persona.
In questo progetto riuscì a coinvolgere due cari amici e conterranei: Leonardo Sciascia, compagno di classe alle elementari, che curò la presentazione ed il pittore Renato Guttuso che disegnò la copertina. Ne venne fuori un album intitolato nostalgicamente “Sicilia amara e duci“. Un piccolo gioiello di cultura popolare siciliana di cui il Tenore, con la sua bella voce, ha saputo interpretare la fede, le sofferenze, le speranze e la gioia di vivere.
A trent’anni dalla scomparsa, nell’anno del centenario della nascita, uno straordinario concerto in sua memoria avrà luogo oggi, domenica 27 Giugno 2021 presso il Teatro Regina Margherita di Racalmuto.
Vi prenderanno parte la moglie Raina Nicolova Infantino, soprano, e la figlia Maria Elena Infantino, cantante e attrice. Assieme a loro, tante altre voci di affermati artisti e giovani promesse locali, fieri di portare avanti in tutto il mondo, come il grande maestro, la tradizione del bel canto all’italiana.
Nel corso della serata, sarà inaugurata anche una esposizione permanente sulla sua carriera presso l’Auditorium Santa Chiara.
Non perdetela!
Mirella Salvaggio





