Cari amici,

se avete già visitato la bellissima Valle dei Templi che rientra tra i più importanti parchi archeologici d’Europa vi consigliamo di vedere anche il Museo Archeologico Regionale!

La fama del museo è dovuta ai numerosi e preziosi reperti archeologici che custodisce.

 

ATLANTE

 

Uno dei reperti principali è il Telamone del tempio di Zeus, cui è stata dedicata un’intera sala. Ricordate di aver già visto qualcosa di simile? Non sbagliate, perché alla Valle ne avete trovato una copia, mentre il museo custodisce l’originale.

Il Telamone è esposto in posizione eretta e si mostra in tutta la sua altezza, ben 7,65 metri. Costituisce l’unico superstite, di una serie di 38 giganti costruiti per affiancare le colonne a sostegno del tempio del re degli dei, Zeus. Ignoto resta l’architetto che progettò l’immenso tempio, unico al mondo per il geniale connubio tra giganti e colonne.

Tra i tesori custoditi all’interno del museo vi è un’importante collezione di vasi attici di tre tipologie: a figure nere su sfondo rosso, a figure rosse su sfondo nero e a fondo bianco. Rientra in quest’ultima categoria il noto vaso raffigurante Perseo che si appresta a liberare Andromeda.

 

KOUROS

 

E’ invece datato 480 a.C. l’Efebo di Agrigento, eccellente manufatto di pura arte ellenica, vanto del museo. Raffinata figura marmorea di “kouros”, parola che in greco antico significa “giovane ragazzo”, l’Efebo è considerato uno dei più rilevanti capolavori della scultura greca di stile severo del V secolo a.C.

Nella sala delle Necropoli é possibile ammirare diversi sarcofagi di differenti periodi che vanno dal VI secolo a. C al III secolo d. C.
Fra i più suggestivi, il sarcofago di marmo destinato alla sepoltura di un bambino; il sarcofago marmoreo detto ‘’della lotta dei galli’’ e ancora la lastra di marmo a grandi strigilature con i busti dei due coniugi defunti posti sopra due maschere teatrali.

 

CRATERE DI GELA

 

Riflette lo splendore dell’Occidente greco il grande cratere Attico a volute, a fondo nero con figure rosse rappresentanti scene multiple di Centauromachia e di Amazzonomachia. L’opera, proveniente da Gela, risale al V secolo a.C.

Buona visita a tutti !

 

Valentina Kostina

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