Dopo due anni di assenza dovuta alla pandemia, la comunità di Grotte si prepara a rivivere i tradizionali riti della Settimana Santa.
In questo piccolo centro dell’ agrigentino, da più di 200 anni, si rappresenta la Passione e Morte di Cristo secondo il testo del palermitano Filippo Orioles, settecentesco autore di drammi sacri che, nella sua opera più famosa “Il riscatto di Adamo ” mette assieme i passi evangelici della Passione con le rappresentazioni medievali ed i “Pianti della Madonna” esaltandone, senza alterare la storicità dei fatti, il tono emotivo.
Il grande successo popolare derivato dal sapiente intreccio tra sacro e profano, tra religione e folklore, ed il coinvolgimento di decine di attori rigorosamente dilettanti che trasformano il paese in un teatro all’aperto, rende ancora oggi la Pasqua di Grotte un evento unico che richiama tanti emigrati ed attira la curiosità di fedeli o semplici curiosi.
Tutto comincia la domenica delle Palme, quando le strade del paese sono allietate dai canti degli Apostoli che accolgono gioiosi l’arrivo di Gesù a Gerusalemme.
La sera è l’ora dello straziante saluto di Maria al suo unico figlio.
Giovedì viene rappresentata l’ultima cena di Gesù con gli Apostoli e il tradimento di Giuda, l’arresto nell’orto degli ulivi e la rinnegazione di Pietro. Subito dopo, il simulacro del Cristo morto viene portato al caratteristico Calvario dove ha luogo una lunga veglia di preghiera.
Venerdì mattina si svolge il pubblico processo con la condanna a morte di Cristo, seguita dalla flagellazione e dalla Via Crucis fino al Calvario, dove il simulacro in cartapesta viene crocifisso. Ai piedi della croce, al crepuscolo, si ritrovano tutti i personaggi che, con un lungo ed emozionante intreccio di dialoghi, danno accorato sfogo ai propri sentimenti di dolore, paura, tormento, dubbio, rabbia . Infine, deposto il Cristo nella sua urna, si ritorna mestamente verso la Chiesa Madre, dove avverrà la sepoltura. Alla processione, oltre alle bande musicali, prendono parte i Lamentatori che raccontano in struggenti versi dialettali il dolore della Madonna in cerca del figlio condannato a morte.
A mezzogiorno della domenica di Pasqua, i simulacri della Madonna e del Cristo Risorto si incontrano in mezzo ad una folla gioiosa. Il momento è allietato dalla musica delle bande musicali, gli applausi degli spettatori festanti, un lungo scampanio e lo sparo di mortaretti.
Mirella Salvaggio






