Non lontano dalla Valle dei Templi a soli 20 minuti di
macchina si arriva al comune di Siculiana, antica città
sicana come testimoniano le numerose necropoli
preistoriche nonché fortilizio arabo con il nome di kalat-sugul.
L’attuale cittadina fu edificata intorno al 1300.
Merita certamente una visita il santuario del Cristo nero.
Il simulacro del Crocifisso è una scultura in legno di leccio
raffigurante il Cristo da poco spirato sulla croce, stuccata
all’esterno e completamente dipinta marrone scuro per
preservarla dall’usura del tempo. Ogni anno nel mese di
maggio vengono dedicati giorni di venerazione del SS. Crocifisso
con giorno conclusivo il 3 maggio, lu tri di maju,
poiché in tale giorno dell’anno 326 a Gerusalemme
sarebbe stata trovata da S. Elena la vera croce di Cristo.
La tradizione popolare vuole che l’opera sia stata
commissionata dagli abitanti di Burgio ad un artista
dell’epoca e proprio durante il trasporto sarebbero avvenuti i fatti che oggi alimentano la leggenda.
I due portatori, stanchi della lunga via, si fermarono con il
loro carico per riposarsi in un fondaco presso l’antico casale
di Siculiana posando in un angolo del locale la cassa
sigillata contenente il Crocifisso. La sera capitò in quei
paraggi uno zoppo che, ignaro del contenuto, vi si
sedette sopra appoggiando lì vicino i bastoni che lo
sorreggevano. Sopraggiunti i portatori per controllare, si
accorsero dell’intruso e lo cacciarono via minacciosamente. Il
povero invalido, impaurito, si alzò di scatto e cominciò a
correre rendendosi così conto dell’avvenuto miracolo.
Le sue grida di stupore fecero accorrere numerose persone
che tirarono fuori il Crocifisso dalla cassa e lo portarono in
processione fino alla chiesetta del castello.
I Burgitani, avuta notizia degli avvenimenti miracolosi accaduti, andarono a
reclamare con forza il Simulacro, trovando ferma
opposizione da parte dei siculianesi. Ne nacque una disputa per risolvere la quale
si arrivò a stabilire un patto: se il Crocifisso trainato dai buoi avesse
oltrepassato il torrente Catania, sarebbe stato ceduto ai
Burgitani, viceversa se si fosse fermato al di qua sarebbe
rimasto ai Siculianesi.
I buoi dopo pochi metri di traino tornarono indietro e i Siculianesi esultanti riportarono il loro
Crocifisso al castello.
Oggi il SS. Crocifisso è esposto all’interno della Chiesa Madre di
Siculiana e molti devoti arrivano “a piduni ” (a piedi scalzi)
dai comuni vicini per manifestare il loro sacrificio offerto al
Signore Gesù.
A cura di L.Giudice




