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Il tour classico della Valle dei Templi, è un incantevole viaggio nel tempo che si svolge sul crinale di una lunga collina, durante il quale si rimane smarriti tra i resti di templi, santuari, opere idrauliche, strutture difensive e necropoli, oltre che rapiti da una vegetazione rigogliosa e un panorama mozzafiato.

Cinque sono i templi che si incontrano lungo un paio di chilometri di cammino. Tutti di stile dorico, realizzati con il calcare locale di un color ocra caldo e luminoso, ed ognuno a suo modo affascinante.

Colpisce il Tempio di Hera (Giunone) col suo grande altare sacrificale, per la sua collocazione al culmine S-E della collina. In esso sono ancora evidenti le tracce dell’intonaco che ricopriva in origine tutte le superfici lapidee, ma anche i segni delle bruciature risalenti alla grande distruzione  cartaginese del 406 a. C.

Incanta l’eleganza, la sobrietà e l’equilibrio del Tempio della Concordia, uno dei templi meglio conservati al mondo, grazie al suo  riuso come Basilica Cristiana dalla fine del VI sec., per volontà del Vescovo Gregorio ( non a caso eletto protettore dei conservatori dei beni archeologici).

Impressiona la mole del Tempio di Zeus (Giove), oggi campo di maestose rovine di un edificio dall’architettura originale, somma espressione di una città ambiziosa e potente come la divinità che la proteggeva.

Emozionano i Templi Eracle (Ercole) e dei Dioscuri (Castore e Polluce), le cui vestigia sono state restituite all’ammirazione dei visitatatori per volontà e generosità di illustri studiosi e mecenati di un passato non molto lontano.

Ma interessanti sono anche le fortificazioni della città antica, che tutto il percorso cingono come in un abbraccio. Una barriera naturale sapientemente modellata dalle mani dell’uomo, che a tratti interrompe la fuga dello sguardo attirato a Sud dal luccichio dell’immenso “mare africano“.Mura che hanno difeso per i  primi secoli una città pagana, dinamica e prospera, e custodito molto più a lungo il sonno eterno dei defunti di una comunità ormai profondamente cristiana.

Ma, agli amanti della natura e non solo, non può sfuggire la bellezza degli ulivi secolari che, silenziosi testimoni della storia, offrono un prezioso riparo dalla calura estiva; o l’odore delicato dei fiori dei mandorli della precocissima primavera agrigentina; o quello più intenso delle carrube in un settembre ancora torrido; o infine, quello inebriante della zagara, il fiore degli agrumi, che per tutta la primavera inonda la Kolymbetra, l’antica peschiera di Akragas, oggi autentico polmone verde della Valle.

Insomma, quello che si vive in questo luogo unico, è molto di più di un semplice viaggio nella storia. E’ un’esperienza estetica ed emozionale che lascia sorpresi ed appagati nel corpo e nello spirito.