L’agnello pasquale di Favara è un tipico dolce fatto di pasta di mandorle e pistacchio. Secondo la tradizione, le prime a preparare questo dolce furono le suore del Collegio di Maria di Favara. La ricetta veniva tramandata oralmente e una delle prime ricette dell’Agnello pasquale porta la data del 1898.

Allora era un dolce poco diffuso e di produzione strettamente familiare. Questo dolce è stato assaggiato anche da papa Giovanni XXIII il 12 maggio 1923, quando ancora da mons. Giuseppe Roncalli essendo in visita ad Agrigento e dovendo rientrare a Roma, passando per Favara, ebbe l’occasione di assaggiare questo dolce favarese.

Il dolce venne talmente apprezzato da mons. Roncalli, al punto tale che a 40 anni esatti dalla visita ad Agrigento e a Favara, precisamente l’11 maggio 1963, ricevendo il nuovo vescovo ausiliare di Agrigento, mons. Calogero Lauricella, papa Giovanni XXIII volle ricordare due cose in particolare: la visita effettuata ai templi di Agrigento e il gusto particolare dell’Agnello pasquale, gustato a Favara.

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Il dolce è diffuso un po’ in tutta la Sicilia, ma a rendere particolare l’agnello di Favara è il suo cuore di pistacchio. Data la grande produzione di questo dolce, intorno alla metà del Novecento, Favara è stata denominata “Città dell’Agnello pasquale”, istituende addirittura una sagra.

Nata nel 1997, la Sagra dell’Agnello pasquale, che si svolge ogni anno nel periodo di Pasqua al Castello Chiaramonte di Favara, comprende una serie di giornate nelle quali sempre più visitatori, turisti e curiosi hanno la possibilità di ammirare e gustare il dolce della tradizione favarese preparato dai varie pasticcerie della città.

Nell’edizione 2003 della sagra dell’Agnello Pasquale è stato realizzato un agnello di 202 kg, che è entrato nel Guinness dei primati.

Graziella Spina

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